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  • Immagine del redattoreAria Shu

CI RISIAMO! STA SUCCEDENDO ANCORA…DEVO RINASCERE DI NUOVO, MA IN UN ALTRO CORPO!

Aggiornamento: 4 apr 2021


"Ed eccomi, ci risiamo! È successo di nuovo! Mi devo reincarnare un’altra volta… E io che stavo così bene dov’ero! Sono stanca tutte le volte di ricominciare da capo: devo scegliere una madre da cui nascere e un luogo dove vivere! Reincarnarsi è solo una trappola che genera illusioni e sofferenza!”

Queste sono le parole che probabilmente direi se fossi ipoteticamente nella fase della rinascita, descritta nel Libro Tibetano dei Morti (Bardo Thodol), chiamata appunto “Bardo della Rinascita. In particolare, i buddisti tibetani dicono che la nostra anima si trova immersa in un ciclo di nascita-morte-rinascita (samsara) dove noi viviamo tante vite, sperimentando la sofferenza verso ciò che desideriamo e verso quello a cui siamo più legati.

Tutta questa “MACCHINA DELLA VITA” viene carburata dal nostro karma, che è il risultato delle nostre azioni positive o negative, che influenzano le rinascite successive o, se vogliamo riprendere il discorso iniziale, incide sulla scelta della MADRE da cui nascere e del LUOGO in cui vivere. Insomma… Prima di reincarnarsi OCCHIO a scegliere la madre!!! Non dobbiamo avere fretta perché, spesso proprio per la fretta, possiamo preferire una matrice che apparentemente può sembrare buona ma invece non lo è… E viceversa! (1)

Eppure in tutto questo VORTICE di nascita-morte-rinascita c’è una SPERANZA!! Noi potremmo uscire da questa TRAPPOLA INFERNALE solamente quando non saremo più legati, ad esempio, da rapporti malsani; dalle nostre ossessioni; dalle nostre cose più materiali e soprattutto non faremo più azioni cattive (2). Sembra una cosa impossibile, eppure per i tibetani succederà a ciascuno di noi!

Una volta che ci liberiamo da tutte queste “belle” cose e coltiviamo solo karma positivi, allora finalmente potremmo USCIRE da questo meccanismo e da questo mondo materiale, fatto di sofferenza e dolori per poi unirci alla coscienza universale, unica e perfetta!

Tuttavia poi scherzosamente penso a me... E mi dico: “Cioè io dovrei smettere di desiderare il sesso, il fritto di pesce, il cellulare, droghe leggere, ecc.? Ve lo dico ragazzi… Io da questa trappola del samsara non ne esco più!”.

Poi però ritorno “seria” e rifletto ancora su questa concezione della vita e mi dico: “ACCIDENTI che brutta visione della vita (3)…Ma da DOVE NASCE?”

La teoria della reincarnazione proviene dall’induismo così come il karma e il samsara che, successivamente, hanno influenzato il buddismo. Una parte di questo pensiero non è rimasto in Oriente, ma in seguito si è diffuso ed è arrivato fino in Occidente e in particolare nell’antica Grecia (4). Tutt’oggi quindi esiste anche da noi questo sapere, però non nella forma “originale” ovviamente (5).

Quindi mi chiedo: “Visto che la teoria della reincarnazione, del karma (6) e compagnia bella sono nate da una religione antichissima, come l’induismo, questo che cosa vuol dire?

A. gli induisti hanno scoperto il segreto della grande macchina della vita;

B. gli induisti hanno formulato “di sana pianta” questi concetti.

Bella domanda, peccato che non ho una risposta.

Con questo MIO VIAGGIO mentale non dico di non credere assolutamente nella reincarnazione ma qualche dubbio ce l’ho. D’altronde se ci pensiamo, dopo tante teorie, non ci sono tutt’oggi prove scientifiche che confermino la sua veridicità (7).

E quindi cosa facciamo??? Ci crediamo alla reincarnazione? O la snobbiamo?

Come in tutti gli articoli che scrivo, cerco sempre di avere una mentalità aperta, di tener conto della possibilità che quel determinato fenomeno possa in qualche modo esistere. Ma proprio per il fatto che la reincarnazione è priva di fondamento scientifico, bisogna sempre avere un atteggiamento critico e dubbioso (8). D’altro canto cosa ne sappiamo noi della grande macchina della vita? Dei segreti dell’universo? “Affacciamoci quindi alla finestra dell’ignoto…Ma non troppo per non cadere giù!”(9).

Alla prossima.

Aria Shu.

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Note dell’articolo:

(1) Bar do t’os sgrol, trad. it. Il libro tibetano dei morti, a cura di Tucci, G., SE Srl nella coll. Conoscenza religiosa, Milano, 1998, pp. 151, 152.

(2) Polidoro, M. e Vannini, M., Indagine sulla vita eterna, Mondadori nella coll. Nuovi misteri, Milano, 2018, p. 113.

(3) Ivi, p.110.

(4) Centini, M., L’anima alla scoperta del principio della vita, Xenia edizioni nella coll. I tascabili, Pavia, 2009, pp. 87-88.

(5) Polidoro, M. e Vannini, M., Indagine sulla vita eterna, Mondadori nella coll. Nuovi misteri, Milano, 2018, p. 115.

(6) Ivi, p.110.

(7) Ivi, pp. 131, 136-137.

(8) Ivi, p. 132.

(9) Per la frase che ho scritto mi sono ispirata a Piero Angela: “Bisogna tenere la mente aperta, ma non così aperta che il cervello caschi per terra”.

Fonti dell’articolo:

-Bar do t’os sgrol, trad. it. Il libro tibetano dei morti, a cura di Tucci, G., SE Srl nella coll. Conoscenza religiosa, Milano, 1998.

-Centini, M., L’anima alla scoperta del principio della vita, Xenia edizioni nella coll. I tascabili, Pavia, 2009.

-Polidoro, M. e Vannini, M., Indagine sulla vita eterna, Mondadori nella coll. Nuovi misteri, Milano, 2018.

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