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  • Immagine del redattoreAria Shu

GLI ANIMALI POSSONO PREVEDERE LA MORTE DI UNA PERSONA? UN TERREMOTO? O FARE UNA DIAGNOSI MEDICA?


È risaputo che i nostri amici a 4 zampe sono dotati di una SENSIBILITÀ STRAODINARIA e vivere con loro è sempre una continua scoperta. Addirittura c’è chi sostiene che i nostri pets abbiano delle capacità nascoste, come: prevedere la morte di una persona, le catastrofi imminenti (dal temporale al terremoto) o fare delle diagnosi mediche (1). Sembra strano, eppure è vero!

Il caso di un animale che mi ha particolarmente colpito è il famigerato ANGELO DELLA MORTE, che detta così fa pensare ad una belva feroce, invece era un bel micione conosciuto con il nome di Oscar. Ebbene questo gatto viveva nell’ospizio “Steere House” per pazienti psichiatrici e persone malate di Parkinson e Alzheimer a Providence (Rhode Island, USA) e a breve si scoprì che ebbe un talento particolare: ossia la capacità di capire in anticipo quando un paziente stava per morire!!

Un ritratto di Oscar, il gatto.

Praticamente quando si metteva sul letto, accanto a un ospite, significava che quest’ultimo era sul punto di morte e di solito succedeva entro le quattro ore. Uno dei medici della clinica, il dottor David Sosa, ha affermato che il gattone non faceva molti errori ed era stato in grado di anticipare la morte di ben 25 persone a tal punto che gli infermieri, quando lo vedevano accoccolarsi di fianco ad un paziente, chiamavano direttamente i familiari (2).

Così, per alcune persone l’arrivo di questo micione poteva essere un sollievo, poiché lui faceva compagnia ai loro cari nelle ultime ore della loro vita mentre per altri era una sorta di “PORTA SFIGA”, una maledizione! Infatti, in alcune occasioni è stato più volte allontanato quando si stava per avvicinare ad una stanza ma lui aveva sempre insistito nel voler entrare, si faceva “sentire” graffiando la porta, come per comunicare che la morte era vicina!


Questo caso, dico la verità, un po’ mi inquieta perché di solito quando un gatto mi viene vicino capisco che ha bisogno di coccole o di cibo e non per farmi capire che sto per morire!! Ecco era tanto per dire!


Ma come si spiega questo comportamento del nostro Oscar? Forse era un gattone dalle doti “sensitive”?

Il biologo e studioso Rupert Sheldrake spiega questi eventi attraverso una sua teoria che chiama ‘CAMPO MORFICO, ossia “che unisce tutti i membri di un gruppo e contiene in sé ogni appartenente a questo gruppo. Se un individuo si trasferisce in un luogo distante rimane ugualmente legato al gruppo attraverso questo campo sociale, che ha le caratteristiche dell’elasticità. I campi morfici permetterebbero il passaggio di una gamma di flussi telepatici da un animale all’altro dello stesso gruppo, da una persona all’altra o da una persona a un animale compagno” (3).

Rispetto a quello che dice il dottore però non ci sono prove scientifiche e Joan Teno, medico e professore di medicina alla Brown University di Providence, invece, era convinto che per Oscar non ci fosse una spiegazione di tipo telepatico ma di tipo biochimico. Infatti, egli sostiene: “…che alcune SOSTANZE CHIMICHE vengono rilasciate nell'atmosfera quando una persona è sul punto di morire, e che il gatto sia in grado di percepirle(4). Certo è che forse il nostro gatto era anche un ottimo osservatore, capace di capire alcuni segnali che indicano quando una paziente stava finendo di vivere. Come ad esempio vedere un paziente immobile e morente oppure capire che il personale medico era più indaffarato del solito.

Sicuramente c’è da dire che i sensi dei cani e dei gatti sono enormemente più sviluppati dei nostri e questo ci può sembrare qualcosa di magico o fuori dalla normalità. Ad esempio è bene sapere che noi abbiamo 5 milioni di CELLULE OLFATTIVE presenti nel naso mentre i gatti ne hanno circa 200 milioni! Una differenza davvero sorprendente! Come sostiene Roberto Marchesini, etologo e presidente della Società italiana di scienze comportamentali applicate: “Il suo sistema paraolfattivo, costituito dall’organo vomeronasale posto sopra il palato, capta intensi segnali chimici, i feromoni, che lui stesso o altri gatti hanno rilasciato, anche a chilometri di distanza. E sono sostanze che non spariscono tanto in fretta. Capita, per esempio, che se un gatto si spaventa in casa rilascia feromoni che restano attaccati ai mobili. Da quel momento in poi, passando da quel punto della casa, il gatto sente i feromoni e si spaventa ogni volta(5).

In questo modo si spiega anche perché tanti cani e gatti riescono ad usare gli odori per orientarsi a ritrovare la STRADA DI CASA. Come spiega Danilo Mainardi, etologo e docente di Conservazione della natura, un animale che si è perso “per un po’ gira a caso, finché non riconosce un segnale olfattivo. In seguito, grazie al fatto che immagazzina gli odori nella propria memoria, si serve di questa mappa olfattiva come di una carta geografica per iniziare il suo viaggio a ritroso. Negli ultimi chilometri, quando si trova ormai nel suo territorio d’origine, riconosce a vista la zona e raggiunge facilmente casa sua(6).

Un’altra misteriosa capacità che potrebbero avere i nostri animali è quella di “prevedere” in anticipo l’arrivo di TERREMOTI, tifoni e inondazioni.

Lo dicono i tanti casi di cronaca dove si racconta che cani, galline e cavalli e altri animali domestici, ad un certo punto, abbandonano paesi e città senza che ci sia, per noi, un motivo particolare. In seguito, si viene però a scoprire che qualche catastrofe, come terremoti, eruzioni, sta per arrivare e che tali fenomeni sono preceduti da un’esplosione di infrasuoni per noi silenziosi. Sì perché purtroppo noi non li sentiamo invece per gli animali risultano molto fastidiosi!

Pensate che uno dei migliori campanelli d’allarme per i terremoti non è il cane né il gatto, bensì la GALLINA FARAONA, non solo perché ha la capacità di sentire gli infrasuoni ma anche perché li usa per comunicare con i suoi simili. Per questo motivo noi dobbiamo molto agli animali in quanto ci offrono dei messaggi infallibili.

Oltra a queste straordinarie capacità, quella che mi è rimasta più impressa è che i nostri amici pelosi possono darci una DIAGNOSI MEDICA! Sì, sì, avete capito bene: diagnosi medica!!!

Come sostiene sempre l’etologo Roberto Marchesini: “Da poco sappiamo che il cane, se debitamente istruito, è in grado di riconoscere con l’olfatto la presenza di un MELANOMA. Se lo si educa a toccare con la zampa quando sente quell’odore, è in grado di fare una diagnosi precoce del melanoma. Riconosce anche il CARCINOMA polmonare, perché produce un odore che il cane sente dal fiato del paziente. Se questa prassi, ora agli inizi, prendesse piede ci consentirebbe di evitare ai malati le continue radiografie”.

Tra l’altro, sempre grazie ad un olfatto straordinario, cani, gatti ma anche conigli sono in grado di prevedere le CRISI EPILETTICHE. Questo perché il paziente epilettico, afferma Marchesini: “prima della crisi, ha una maggiore secrezione di adrenalina e noradrenalina, e l’emissione è puntualmente avvertita dai recettori olfattivi degli animali. Anche in questo caso, se il cane impara a dare una risposta comportamentale quando avverte questo odore, può aiutare il paziente epilettico a sedersi prima della crisi(7).

Bè che dire ragazzi: davvero straordinario!!! Non ho parole di come gli animali riescano a stupirci sempre di più ma soprattutto di come siano sempre in grado di aiutarci con le loro capacità stupefacenti! Spero in cuor mio che l’essere umano impari ad avere più rispetto per gli altri abitanti di questa terra e riesca ad usufruire delle loro risorse senza arrivare al solito sfruttamento!


Alla prossima.

Aria Shu.




Copyright © 2021-2022, “www.mondidiaria.com” – Tutti i diritti riservati.



Note dell’articolo:

(1) Dall’articolo di Massimo Polidoro, link: https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=279042

(2) Dall’articolo di Massimo Polidoro, link: https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=279042

(3) Dall’articolo di Massimo Polidoro, link: https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=279042

(4) Dall’articolo di Massimo Polidoro, link: https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=279042

(5) Dall’articolo di Massimo Polidoro, link: https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=279042

(6) Dall’articolo di Massimo Polidoro, link: https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=279042

(7) Dall’articolo di Massimo Polidoro, link: https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=279042



Fonti articolo:

Dall’articolo di Massimo Polidoro, link: https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=279042



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