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  • Immagine del redattoreAria Shu

IL DESERTO BIANCO D’EGITTO: UN PAESAGGIO LUNARE FATTO DI ROCCE CHE SEMBRANO MERINGHE

Aggiornamento: 12 ott 2021


Rocce che sembrano meringhe...buone!

Oggi il nostro viaggio ci porta sulla Luna o, meglio, in un paesaggio che sembra lunare ma che in realtà si trova su questo mondo ed esattamente in Egitto. Si tratta di una fetta del deserto del Sahara che si estende tra le oasi di Bahariya e Farafra, finoa lambire Siwa a nord e al confine con la Libia a ovest. Il Sahara el Beyda, questo è il suo nome e significa proprio “deserto bianco”, è un territorio di sabbia bianca, cosparso da rocce che sembrano MERINGHE, quando in realtà sono fatte di calcare e gesso, chiamate jardangher. Tra queste rocce si possono scovare anche delle suggestive caverne conosciute come STARGATE, formate proprio dall’erosione di pioggia, sabbia e vento (1).


Un esempio di caverna conosciuta come Stargate

Attraverso l’analisi delle rocce, gli studiosi hanno trovato dei microrganismi marini e conchiglie e per questo hanno ipotizzato che il deserto fosse stato sommerso dal mare 40 MILIONI DI ANNI FA. Solo in seguito, prima che questa zona diventasse desertica, circa 5 mila anni fa, vi abitava una civiltà di cui poi si sono perse le tracce e degli animali come leoni, gazzelle e giraffe (2)!

Non solo. Il deserto bianco oltre che essere stato un luogo abitato da varie specie viventi, è stato attraversato da PERSONAGGI ILLUSTRI. Ad esempio dall’aviatore ed esploratore ungherese László Almásy (3) alla ricerca di Zerzura, una città leggendaria citata nei manoscritti del XV secolo, tra cui ne “Il libro delle perle nascoste” e descritta come “bianca, bianca come una colomba" (4).

Inoltre, nel 331 a.C., il Sahara el Beyda venne attraversato anche da Alessandro Magno per recarsi dal famoso ORACOLO DI AMON (5), presso l’oasi di Siwa. Egli volle conoscere il futuro sulle sue campagne militari, ma ricevette anche la rivelazione di essere figlio di Zeus-Ammone (6) nonché la dimostrazione che la sua MISSIONE DIVINA era di fondare un impero universale (7) (8).


Quel che rimane dell'oracolo di Amon

Il deserto bianco fu visitato non solo dal sovrano macedone ma anche dalla splendida e potente regina CLEOPATRA, che probabilmente partì da Tebe anche lei per raggiungere l’oasi di Siwa. Come già detto prima, era un luogo famoso non solo per l’oracolo di Amon ma anche per la sua sorgente color smeraldo, chiamata la PISCINA DI CLEOPATRA, dove appunto vi nuotò la bellissima regina amata da Antonio (9). Un’oasi molto ambita conosciuta anche per il reliquiario chiamato MONTE DEI MORTI, che non è un monte vero e proprio ma un altipiano che accoglie diverse tombe faraoniche risalenti alla XXVI dinastia, di forma tondeggiante, come quella di un alveare (10).

Oasi di Siwa e il Monte dei Morti

In definitiva il deserto bianco è un luogo fantastico ma soprattutto, per me, strategico poiché usato nell’antichità come una sorta di PONTE, di PASSAGGIO o, per usare termini fantastici, di STARGATE (come le sue suggestive caverne) usato per raggiungere mete famose. Attualmente può essere visitato in qualsiasi momento della giornata: se andate all’alba potete vedere le rocce che si tingono di rosa e arancione, durante il giorno invece ritornano del loro bianco naturale accecante; mentre durante la notte si crea un paesaggio lunare che fa da cornice alla volta stellata (11).

Sembra un paesaggio lunare...che meraviglia

Al prossimo viaggio.

Aria Shu


Copyright © 2020-2021, “www.mondidiaria.com” – Tutti i diritti riservati.


Note dell’articolo:

(3) Un esploratore che tra l’altro fu fonte di ispirazione per il romanzo il “Paziente inglese” di Michael Ondaatje (1992).

(4) Kelly, S., La caccia a Zerzura: L'oasi perduta e la guerra nel deserto, Lume Books, Formato Kindle, 2020.

(5) Amon, il cui nome significa il “nascosto”, è un dio egizio dell’aria e della fecondità ma le cui origini sono più remote e forse appartiene alle divinità locali di Tebe (Vidale, M. & Zecchi, M., Egitto, vol. I, Fabbri Editori nella coll. Antiche Civiltà, Milano, 2005, p. 86).

(6) In epoca classico il Dio Amon fu poi assimilato allo Zeus greco (Gardiner, A., La civiltà egizia, Einaudi, Torino, 2018, p.342).

(7) Polidoro, M. & Bongiorni, F., Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità, Bompiani, Milano, 2020, p. 57-58.



Fonti articolo:



Kelly, S., La caccia a Zerzura: L'oasi perduta e la guerra nel deserto, Lume Books, Formato Kindle, 2020.


Vidale, M. & Zecchi, M., Egitto, vol. I, Fabbri Editori nella coll. Antiche Civiltà, Milano, 2005.


Gardiner, A., La civiltà egizia, Einaudi, Torino, 2018.


Polidoro, M. & Bongiorni, F., Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità, Bompiani, Milano, 2020.





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