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  • Immagine del redattoreAria Shu

IL MECCANISMO DI ANTIKYTHERA: IL PRIMO “COMPUTER” DELLA STORIA E FORSE PROGETTATO IN SICILIA

Aggiornamento: 16 mag 2023


Frammento principale della macchina.

La prima volta che vidi questo reperto ammetto che rimasi molto perplessa; mi sembrava il TIMONE di una nave sommersa da anni, oppure una grande VALVOLA per le tubazioni dell’acqua. Ovviamente ora che affronto l’argomento ho capito che non è niente di tutto questo ma la realtà è molto più misteriosa e affascinante.


Nel 1900 un gruppo di PESCATORI di spugne, durante una tempesta, persero la rotta per tornare a casa ma, nonostante tutto, riuscirono a trovare rifugio su un’isoletta rocciosa e disabitata, nota come Cerigotto o Anticitera, tra il Peloponneso e Creta. Una volta terminata la burrasca, vollero esplorare il posto e, immergendosi a quaranta metri di profondità, anziché trovare delle spugne, ebbero la fortuna di scoprire il relitto di un’enorme nave e numerosi reperti come: statue in bronzo, in marmo, anfore, una lira, ecc. Tra tanti oggetti rinvenuti ce ne furono alcuni piuttosto insoliti, come dei frammenti di bronzo con iscrizioni in greco ma soprattutto un blocco di bronzo incrostato (1).

Uno squacio della bellissima isola.

Con un lungo e certosino lavoro di RESTAURO, si vide che l’ammasso era un congegno meccanico risalente ad un periodo tra il 150 (2) e il 100 a.C. (3), mentre uno studio pubblicato nel 2022 ritiene che la calibrazione (4) iniziale sia del 23 dicembre 178 a.C. (5) Tali datazioni furono possibili grazie ai minuziosi esami delle anfore e del vasellame rivenuto nel relitto e nel tipo di scrittura sul reperto (6). Questo strano congegno, oggi conosciuto come la Macchina di Anticitera (o meccanismo di Antikythera) (7), è composto da una serie di ruote dentate, alcune delle quali riportavano anch’esse delle iscrizioni (8).


A mio parere è un oggetto molto strano, oserei dire forse troppo tecnologico per quei tempi e, a questo punto, non posso non pormi delle DOMANDE: ma che cos’era realmente? Qual era la sua funzione?

A tal proposito abbiamo diversi studiosi che hanno detto la loro. Ad esempio lo storico della scienza Derek J. De Solla Price dell’università di Yale, che seguì i lavori di restauro e ricostruzione dei numerosi ingranaggi dal 1951 ma solo nel 1971 riuscì a condurre il primo esame radiografico. Grazie a questi studi scoprì che sotto le incrostazioni si nascondevano degli ingranaggi ben conservati e per questo affermò che tale meccanismo fosse uno STRUMENTO NAUTICO utilizzato per calcolare le orbite del Sole e della Luna (9).

Indagini invece ancora più approfondite furono svolte nel 1983 dal matematico e curatore del Museo delle Scienze di Londra Michael Wright e dallo storico australiano dell'informatica Allan Bromley. Grazie alla tomografia ai raggi X gli studiosi hanno ottenuto una ricostruzione tridimensionale dell’interno del meccanismo, sostenendo che si trattasse di un CALENDARIO e di un CALCOLATORE astronomico con il quale era possibile calcolare la posizione della Luna e del Sole e le orbite di Venere, Mercurio, Marte, Giove e Saturno, allora già conosciuti. Inoltre, due quadranti indicavano le date delle eclissi mentre un quadrante più piccolo le date dei giochi olimpici (10).

Ricostruzione della macchina, Museo archeologico nazionale di Atene.

Vista laterale del modello ricostruito.

Per quanto riguarda le ISCRIZIONI, esse sono di origine greca ma, nel 2008, Alexander Jones, dell'Istituto per gli studi sul Mondo Antico di New York, riuscì a tradurne alcune, scoprendo che i nomi dei mesi incisi sullo strumento erano quelli utilizzati nelle colonie corinzie, in particolare a Siracusa, in Sicilia (11). Dunque l’oggetto potrebbe essere stato costruito in questa regione, dove viveva Archimede, uno dei più grandi scienziati e matematici della storia.

Ritratto ideale di Archimede.

Rispetto all’ipotesi di Price, che abbiamo visto prima, questo meccanismo quindi non era uno strumento nautico usato appunto per la navigazione ma faceva parte, assieme ad altri oggetti pregiati, del carico della nave.

Quindi una domanda mi sorge spontanea e forse ve la sarete posta anche voi: come è possibile che gli antichi fossero riusciti a progettare una sorta di "computer" per quei tempi?

Come accade spesso quando ci sono delle nuove scoperte, come in questo caso, vi sono persone che differiscono dalle classiche convinzioni e sostengono che probabilmente si tratta di un “manufatto fuori dal tempo”, abbreviato in OOPArt (Out Of Place Artifact) (12), ovvero non realizzabile con le conoscenze dell’epoca e quindi opera di una civiltà non di questo mondo (13).

Ma prima di andare in un brodo di giuggiole e di pensare che finalmente c’è una prova che conferma che gli alieni esistano, bisogna mettere i freni alle emozioni… perché c'è un’altra spiegazione a questa antica tecnologia.

Uno degli ERRORI che spesso facciamo è di pensare che gli antichi Greci fossero ignoranti nelle tecnologie e carenti nelle conoscenze astronomiche a tal punto da non riuscire a descrivere i moti dei pianeti (14). Ma in realtà, vi voglio stupire con effetti speciali, non è così.

Anche se potrebbe essere difficile crederlo, gli antichi Greci erano molto più PROGREDITI nelle scienze rispetto, ad esempio, ai Romani che erano più focalizzati in ambito militare. Quando il meccanismo fu costruito, ossia nel tardo periodo ellenistico, i Greci ebbero già delle conoscenze astronomiche avanzate. Infatti, l’astronomo Aristarco di Samo già sosteneva che la Terra e i pianeti girassero attorno al sole mentre un altro astronomo, Ipparco, aveva scoperto la processione degli equinozi. Ma non finisce qui! I meccanismi e gli ingranaggi erano già presenti nell’antica Grecia, tra cui alcuni paragonabili a quelli usati nel XVIII secolo (15).

L’aspetto che mi incuriosisce di più è quello che ha scritto CICERONE nel I secolo a.C. in riferimento ad uno STRUMENTO: “recentemente costruito dal nostro amico Poseidonio, che a ogni evoluzione riproduce gli stessi movimenti del Sole, della Luna e dei cinque pianeti, di giorno e di notte proprio come appaiono nel cielo.” Un'altra citazione interessante è del grande Archimede, il quale aveva ideato un modello “che imitava i movimenti celesti(16). Che si trattasse del nostro oggetto misterioso? È molto probabile.

Oltre a queste chicche di storia vorrei citarvi alcune scoperte più recenti che forniscono una maggior comprensione al meccanismo.


Lo stesso Alexander Jones, di cui abbiamo parlato per le iscrizioni, ha pubblicato un nuovo lavoro sul giornale scientifico Almagest (17), in cui afferma di aver letto circa 3.500 caratteri presenti sulla macchina, ossia su tutti i frammenti recuperati. Lo studioso afferma che il reperto altro non è che una sorta di GUIDA FILOSOFICA DEL CIELO. Infatti dice: “Siamo riusciti a capire il modo col quale venivano predette le eclissi nel 100 a.C. e quali conoscenze avevano dei movimenti planetari: abbiamo fatto un passo in avanti importante nella comprensione di quello che era l'astronomia greca di quel periodo”.

Inoltre, grazie alle recenti analisi svolte oggi, possiamo sapere che tale macchina era grande come un contenitore per documenti da ufficio e che era azionata attraverso una MANOVELLA. Rimane un’ultima domanda: ma a cosa serviva? Qual era la sua funzione?

Secondo Jones, il reperto non serviva a studi particolari ma aveva più che altro uno scopo EDUCATIVO. Grazie ad esso, infatti, era possibile capire la posizione del Sole e della Luna ogni giorno dell'anno, le possibili eclissi e i movimenti dei pianeti conosciuti a quei tempi.

Che dire? Uno strumento eccezionale che probabilmente influenzò le decisioni politiche (18).


Alla prossima.

Aria Shu.




Copyright © 2022-2023, “www.mondidiaria.com” – Tutti i diritti riservati.



Note dell’articolo:

(1) Polidoro, M. & Bongiorni, F., Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità, Bompiani, Milano, 2020, p. 31.

(2) Markoff, J., On the Trail of an Ancient Mystery - Solving the Riddles of an Early Astronomical Calculator, in New York Times, 24 novembre 2014 (Link: https://www.nytimes.com/2014/11/25/science/solving-the-riddles-of-an-early-astronomical-calculator.html ).

(3) Freeth, T., Bitsakis, Y., Moussas, X., et al., Decoding the ancient Greek astronomical calculator known as the Antikythera Mechanism, in: Nature, vol. n. 444, pp. 587–591 (2006). Link: https://www.nature.com/articles/nature05357

(4) La calibrazione è l'operazione in cui uno strumento di misura viene regolato in modo da migliorarne l'accuratezza.

(5) Voulgaris, A., Mouratidis, C. & Vossinakis, A., The Initial Calibration Date of the Antikythera Mechanism after the Saros spiral mechanical Apokatastasis, in arxiv.org. Link: https://arxiv.org/abs/2203.15045

(6) Polidoro, M., Gli enigmi della storia. Un’indagine storica e scientifica da Stonehenge al Santo Graal, Piemme, Milano, 2003, p. 47.

(8) Polidoro, M. & Bongiorni, F., Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità, Bompiani, Milano, 2020, p. 31.

(9) Polidoro, M. & Bongiorni, F., Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità, Bompiani, Milano, 2020, p. 31.

(10) Polidoro, M. & Bongiorni, F., Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità, Bompiani, Milano, 2020, pp- 31-32.

(12) Ne ho già parlato in un altro mio articolo riferito ad alcuni antichi geroglifici egizi. Vedi link: https://www.mondidiaria.com/post/quando-elicotteri-carri-armati-e-veicoli-spaziali-diventano-degli-antichi-geroglifici-egizi

(14) Polidoro, M., Gli enigmi della storia. Un’indagine storica e scientifica da Stonehenge al Santo Graal, Piemme, Milano, 2003, p. 49

(15) Polidoro, M. & Bongiorni, F., Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità, Bompiani, Milano, 2020, p. 32.

(16) Polidoro, M. & Bongiorni, F., Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità, Bompiani, Milano, 2020, p. 32.

(17) Jones, A., Allen, M., Ambrisco, W. et al., The Inscriptions of the Antikythera Mechanism, in: Almagest, Vol. VII, issue 1, 2016. Link: https://www.hpdst.gr/publications/almagest/issues/7-1



Fonti articolo:

-Polidoro, M. & Bongiorni, F., Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità, Bompiani, Milano, 2020.


-Markoff, J., On the Trail of an Ancient Mystery - Solving the Riddles of an Early Astronomical Calculator, in New York Times, 24 novembre 2014. Link: https://www.nytimes.com/2014/11/25/science/solving-the-riddles-of-an-early-astronomical-calculator.html


-Freeth, T., Bitsakis, Y., Moussas, X., et al., Decoding the ancient Greek astronomical calculator known as the Antikythera Mechanism, in: Nature, vol. n. 444, pp. 587–591 (2006). Link: https://www.nature.com/articles/nature05357


-Voulgaris, A., Mouratidis, C. & Vossinakis, A., The Initial Calibration Date of the Antikythera Mechanism after the Saros spiral mechanical Apokatastasis, in arxiv.org. Link: https://arxiv.org/abs/2203.15045


-Polidoro, M., Gli enigmi della storia. Un’indagine storica e scientifica da Stonehenge al Santo Graal, Piemme, Milano, 2003.





-Jones, A., Allen, M., Ambrisco, W. et al., The Inscriptions of the Antikythera Mechanism, in: Almagest, Vol. VII, issue 1, 2016. Link: https://www.hpdst.gr/publications/almagest/issues/7-1



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