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  • Immagine del redattoreAria Shu

IN GERMANIA DUE LADRI DI TOMBE SCOPRONO IL DISCO DI NEBRA, LA MAPPA STELLARE DI 4000 ANNI FA.

Aggiornamento: 7 mar 2023


Di solito quando vediamo un affascinante reperto archeologico siamo soliti pensare che sia stato ritrovato da famosi archeologi… un po' come nei film di Indiana Jones. E invece molto spesso la realtà dei fatti non corrisponde alla nostra fantasia! Nel 1999 due ladri di tombe con tanto di metal detector sono andati sul Mittelberg, una collinetta alta 252 metri, nei pressi di Nebra, in Germania, ed hanno scovato uno dei reperti più importanti del XX secolo: il disco di Nebra (1).

Il reperto, insieme ad altri oggetti rinvenuti, dopo essere passato attraverso diverse mani, fu acquisito dallo stato tedesco nel 2002, grazie ad una trappola organizzata dall’archeologo Harald Meller.


I due tombaroli furono identificati dalle autorità e acconsentirono di segnalare il luogo del ritrovamento, dove gli archeologi aprirono uno scavo rilevando altri manufatti in bronzo.

Riguardo all’originalità del reperto ci furono delle dispute, ma dalle analisi chimiche dei materiali gli studiosi hanno certificato sia la provenienza dei metalli usati, sia la datazione. Infatti, i risultati ottenuti suggeriscono che il disco di Nebra fu sotterrato intorno al 1600 a.C., mentre la sua costruzione risale all’età del Bronzo, ossia tra il 2100 e il 1700 a.C.


Il disco si presenta con un diametro di 32 centimetri, spesso 4,5 millimetri al centro e 1,7 millimetri sul bordo e pesa 2,3 chili. Il materiale di cui è fatto è il bronzo, il cui colore originario doveva essere nero ma, a causa della sua permanenza sotto terra, ha uno strato corrosivo di malachite che conferisce all’oggetto una colorazione VERDASTRA… ossia il colore che vediamo noi oggi.

In superficie sono riportate delle splendide applicazioni fatte di lamina d’oro che purtroppo hanno subito delle modifiche nel TEMPO (2). Non dimentichiamo che il deterioramento è stato anche causato dai due famigerati tombaroli che, avendo poca maestria nel riportare alla luce un “tesoro”, hanno danneggiato non solo il sito archeologico ma anche il disco stesso (3)! Bravi, complimenti... Si fa per dire!


Per quanto riguarda gli “ingredienti” che compongono il “puzzle” del disco sono sicuramente: le stelle, il sole, la luna e gli archi dorati laterali. Andiamo però con ordine, anche perché dagli studi svolti le decorazioni del nostro misterioso disco NON sono state ideate in una sola volta ma ci sono state ben 3 FASI DI LAVORAZIONE.


1. Nel primo periodo sono state riportate quelle che per gli esperti del campo possono sembrare il sole o la luna piena (il cerchio sulla sinistra), la luna crescente (a destra), un certo numero di stelle o semplici decorazioni (cerchietti piccoli) e un altro gruppetto di stelle posizionate in alto tra il sole e la luna che si ipotizza possano rappresentare le Pleiadi (4) (vedi figura 1).

Figura 1.

Rispetto a questa prima fase, secondo gli archeologi Harald Meller e Wolfhard Schlosser, tra i massimi esperti di archeo-astronomia in Germania, la raffigurazione potrebbe aver voluto fissare i due momenti dell’anno in cui le Pleiadi appaiono a ovest, nei mesi di marzo e ottobre, arco di tempo in cui si svolgevano i lavori agricoli, dalla semina fino al raccolto (5).


2. Nel secondo periodo di lavorazione del disco furono inseriti, oltre a quello visto pocanzi, anche i due archi laterali e precisamente uno a sinistra e uno a destra, sui bordi dell’oggetto (6) (vedi figura 2).

Gli esperti ipotizzano che l’aggiunta di queste ulteriori applicazioni potrebbe rappresentare il sorgere e il tramonto del sole al solstizio d’inverno e al solstizio d’estate, conferendo al disco una funzione di calendario astronomico.

Figura 2.

Se ipoteticamente posizioniamo il disco di Nebra orizzontalmente a terra sulla cima del Mittelberg, in modo che la linea immaginaria tra la parte superiore dell'arco sinistro e la parte inferiore dell'arco destro indichi la cima del monte Brocken (distante circa 80 km), esso potrebbe fungere da calendario per l'anno solare. Visto dal Mittelberg, nel solstizio d'estate, il sole tramonta proprio dietro il monte Brocken (7).


Mentre se guardiamo sul punto dove tramonta il sole nel giorno dell'equinozio (inizio autunno e della primavera) il monte Brocken si trova a 41 gradi a destra del sole.


Quando invece il punto del tramonto ha raggiunto il punto più a sud ed avviene nel solstizio d'inverno, il monte Brocken si trova a 82 gradi a destra del sole.


3. Infine, nel terzo periodo di costruzione del disco, fu applicata una sorta di falce d’oro, inserita in basso, nel mezzo (vedi figura 3) (8) … e qui “apriti cielo”! Ci sono diverse e svariate ipotesi su quello che potrebbe essere quest’ultimo “elemento di decoro” ! Buona parte degli studiosi sostengono che potrebbe raffigurare il viaggio del sole da occidente a oriente.

Figura 3.

Una deduzione che ricorda molto la BARCA SOLARE del Dio egizio Ra e, a questo punto, mi viene da pensare: che sia stata possibile all’epoca un’influenza culturale fra Egitto ed Europa centrale? (9) Posso essere sincera? Ho i miei dubbi! La rappresentazione del viaggio solare era diffusa sia nell’antico Egitto che nella civiltà minoica, ma secondo gli studiosi il disco di Nebra PRECEDE di 200 anni il più antico reperto egizio con raffigurazioni cosmiche (10).

Ra che viaggia attraverso l'oltretomba sulla barca solare.

Infatti gli esperti sostengono che il disco del cielo di Nebra non è un prodotto importato dal Vicino Oriente poiché l’analisi del materiale e degli altri oggetti del Mittelberg prova che il reperto fu fabbricato da persone di cultura europea (11).


Inoltre, teniamo conto anche di un altro aspetto: dato che il disco era sepolto insieme a due spade di bronzo, due asce, uno scalpello e frammenti di bracciale a forma di spirale, chi mi dice che invece non sia uno “SCUDO” rituale, che raffiguri indubbiamente un “momento” astronomico ma in modo approssimativo? Anche perché per rivolgerlo al monte Brocken, che comunque dista ben 80 chilometri, devo tararlo ossia devo applicare una FORZATURA per fare in modo che quell’oggetto “manifesti” la sua funzione. Quindi potrei anche pensare che lo scopo dell’oggetto misterioso potesse essere solo decorativa, come un ornamento di uno scudo cerimoniale appartenuto a un personaggio di alto rango, o forse considerato addirittura divino, visto le decorazioni “astronomiche”. Quindi il disco, più che un calendario, sarebbe una rappresentazione simbolica del cielo, legata a riti religiosi (12).

Se volete vederlo con i vostri occhi, attualmente il disco di Nebra è conservato al Museo Preistorico di Halle e, oltre ad avere un valore come reperto archeologico, è stato considerato come la più antica rappresentazione della volta celeste (13) e per questo è entrato a far parte del registro dell’UNESCO come uno dei più importanti reperti archeologici del XX secolo (14).


Alla prossima.


Aria Shu.



Copyright © 2022-2023, “www.mondidiaria.com” – Tutti i diritti riservati.



Note dell’articolo:

(1) Articolo online del divulgatore scientifico Paolo Soletta: https://www.media.inaf.it/2018/03/22/il-disco-di-nebra-e-ancora-un-mistero/

(2) Articolo online della giornalista Sabina Marineo: https://storia-controstoria.org/antiche-culture/disco-di-nebra/

(3) Articolo online dell’astrofisica Eliana Lacorte: https://www.parlarediscienza.com/disco-di-nebra/#portatile

(4) Articolo online dell’astrofisica Eliana Lacorte: https://www.parlarediscienza.com/disco-di-nebra/#portatile

(5) Articolo online della giornalista Sabina Marineo: https://storia-controstoria.org/antiche-culture/disco-di-nebra/ /

(6) Articolo online della giornalista Sabina Marineo: https://storia-controstoria.org/antiche-culture/disco-di-nebra/

(7) Articolo online della giornalista Sabina Marineo: https://storia-controstoria.org/antiche-culture/disco-di-nebra/

(8) Articolo online della giornalista Sabina Marineo: https://storia-controstoria.org/antiche-culture/disco-di-nebra/

(9) Articolo online della giornalista Sabina Marineo: https://storia-controstoria.org/antiche-culture/disco-di-nebra/

(11) Articolo online della giornalista Sabina Marineo: https://storia-controstoria.org/antiche-culture/disco-di-nebra/



Fonti articolo:

-Articolo online del divulgatore scientifico Paolo Soletta: https://www.media.inaf.it/2018/03/22/il-disco-di-nebra-e-ancora-un-mistero/

-Articolo online della giornalista Sabina Marineo: https://storia-controstoria.org/antiche-culture/disco-di-nebra/

-Articolo online dell’astrofisica Eliana Lacorte: https://www.parlarediscienza.com/disco-di-nebra/#portatile



Fonti immagini: le immagini che trovi nel mio blog sono state prelevate da internet in molteplici copie e in siti senza copyright. Nel caso in cui, inavvertitamente, avessi pubblicato immagini

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