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  • Immagine del redattoreAria Shu

NEL 1944 LA PREZIOSA CAMERA D’AMBRA DI SAN PIETROBURGO, SCOMPARE MISTERIOSAMENTE. MA DOVE SI TROVA?

Aggiornamento: 26 set 2023



A guardarla… è un netto colpo agli occhi! Sicuramente per il suo sfarzo, per il suo splendore, eleganza e magnificenza. Non a caso è stata definita come l’ottava meraviglia del mondo!

Sto parlando della Camera d’ambra (Jantarnaja Komnata), una stanza i cui interni sono UNICI nel loro genere poiché l’ambra è uno dei minerali meno adatti alla decorazione delle pareti. In natura è estremamente raro trovarla in grossi pezzi e quindi viene utilizzata di solito per realizzare dei piccoli souvenir e diversi gioielli (1).


Ma andiamo per ordine: ora citerò alcuni PUNTI SALIENTI della sua storia tormentata e misteriosa.

1. Le origini della camera risalgono al 1701, quando Federico I di Prussia ordinò allo scultore e architetto tedesco Andreas Schlüter, di edificare una sfarzosa stanza nel Castello di Charlottenburg a Berlino, che all’epoca si trovava nel territorio della Prussia. La sua costruzione durò fino al 1709 e “ne uscì” un vero capolavoro: una stanza di circa 55 metri quadrati, le cui pareti erano completamente rivestite da pannelli decorati con sei tonnellate di ambra baltica (2), oltre a decorazioni in foglie d’oro e specchi (3).

Alcuni dettagli della camera.

2. Questo gioiello, in formato gigante, ha attirato l’attenzione dello zar Pietro I il Grande, il quale, quando andò a Berlino per stipulare un’alleanza con la Prussia, ne rimase letteralmente ammaliato. Nel 1717 Federico Guglielmo I di Prussia sigillò questo accordo REGALANDO la magnifica stanza al nuovo alleato. La sala fu smontata e imballata per il trasferimento, prima per mare e poi per terra, fino a San Pietroburgo. Una volta lì, la figlia di Pietro, la zarina Elisabetta, fece collocare la camera prima nel Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo e in seguito nel Palazzo di Caterina (palazzo di Tsarskoye Selo) a Carskoe Selo (4).

Il Palazzo di Caterina noto anche col nome di Grande Palazzo di Carskoe Selo.

Nella sua nuova sede, alla camera furono AGGIUNTI 48 metri quadri di pannelli d’ambra arricchita da nuovi mosaici. Alla fine dell’ultimo intervento, nel 1770, sei tonnellate di pannelli d’ambra e lamina d’oro, innumerevoli gemme, ventiquattro specchi e un pavimento in legno prezioso adornavano una sala di novantasei metri quadri, che ospitava settanta oggetti sempre dello stesso minerale. Nei due secoli successivi la stanza divenne uno dei gioielli della corona degli zar (5).

3. Durante la seconda guerra mondiale, a causa della sua fragilità, essa non poté essere sgombrata, così i sovietici, per “renderla meno riconoscibile” agli occhi del nemico, RICOPRIRONO le pareti con carta da parati, su cui fu posta una copertura di cotone e tavole di legno, oltre a tappeti e coperte. Purtroppo, il 18 ottobre 1941 i tedeschi la individuarono e impiegarono trentasei ore per smontarla e impacchettarla, sotto la supervisione dell’esperto d’arte e d’ambra: Alfred Rohde (6).

Alfred Rohde e i nazisti nella Camera d'ambra.

4. In seguito i pannelli arrivarono al museo del castello di Königsberg (oggi Kaliningrad), dove Rohde aveva raccolto un’enorme collezione d’arte. La camera ricostruita rimase esposta finché gli attacchi aerei alleati cominciarono ad abbattere la città nel 1944.

5. Nell’aprile 1945, quando i soldati dell’Armata rossa presero la città non trovarono più la stanza!! Puff… SPARITA! Questo tesoro in ambra, dal valore stimabile tra i 170 e i 300 milioni di euro, scomparve misteriosamente tra le rovine del castello.

L’esperto d’ambra Rhode non volle evacuare e quindi rimase accanto alla moglie e alla sua collezione fino all’arrivo dei sovietici, ai quali però non raccontò nulla; ammesso che conoscesse la nuova sede segreta della camera!! (7).

6. Nel 1979 il governo sovietico ha dato l’incarico di ricostruirla basandosi su disegni e fotografie in bianco e nero dell’originale e sull’unica foto a colori disponibile. La camera fu completata ed inaugurata nel 2003 a San Pietroburgo nel Palazzo di Caterina. L’altezza della camera è di 7,8 metri e la sua superficie è di circa 100 metri quadrati, con ben 40 metri quadrati di ambra situati sulle pareti. Per rivestire le tre pareti sono state utilizzate 6 tonnellate di ambra, prese dal giacimento di Kaliningrad (8).

Quindi in quale meandro della terra è andata a finire l’originale??? Ancora oggi rimane un MISTERO, ma diamo il VIA ad una sorta di caccia al tesoro virtuale ossia ad una serie di ipotesi… quelle più in voga.

… Scusate: un altro elenco puntato!


A. Secondo una teoria, gli elementi della sala furono imballati dentro a delle casse e poi imbarcati su una nave salpata da Königsberg che, sfortunatamente poco dopo, sarebbe stata affondata dagli alleati (9).

B. Altra ipotesi, a mio avviso molto realistica, è che la Camera d’ambra sia stata distrutta durante i bombardamenti o dopo l’assalto finale alla città da parte delle truppe sovietiche (10).

C. Alcune ipotesi hanno suggerito che la stanza sia passata di mano in mano tra collezionisti privati.

D. Nel 1997, sul mercato russo dell’antiquariato, sono state rinvenute alcune parti delle decorazioni della “Camera d’ambra” originale. Quindi forse, altra ipotesi è che non sia mai uscita dai confini russi (11).

E. Per coloro che credono che la camera sia sopravvissuta alla guerra, alcuni sostengono che sia stata collocata in un treno sotterrato, in un bunker polacco o in un castello ceco. Una ricerca ancora attiva poiché il suo valore potrebbe ammontare a 450 milioni di euro (12).

F. Ci sono altre teorie e racconti su dove si troverebbero alcuni pezzi o addirittura l’intera camera d’ambra. C’è chi afferma di avere individuato il nascondiglio in Sassonia, al confine con la Repubblica Ceca e la Polonia, altri dicono nelle vecchie miniere, nelle grotte in Germania o in Danimarca (13) e pezzi d’ambra che sono giunti addirittura negli Stati Uniti (14) … insomma chi “offre di più”?!

G. Infine, per concludere la nostra caccia alla Camera d’ambra non poteva mancare la leggenda del tesoro di Toplitz!!

Qualche giorno prima della disfatta del Terzo Reich, un convoglio tedesco, protetto da un folto gruppo di “SS”, aveva raggiunto il lago Toplitz, nell’Austria centrale non lontano da Salisburgo, situato in un luogo di difficile accesso e difeso naturalmente dalla conformazione della montagna, che forma una sorta di protezione sui tre lati. Le sue acque ghiacciano per circa sei mesi all’anno e, rispetto alla sua profondità che è di cento metri, già a venti non c’è più traccia d’ossigeno. Un luogo ottimo per nascondere materiale prezioso soprattutto perché verrebbe ben conservato.

Lago Toplitz.

Quindi, considerando le peculiari caratteristiche del lago, secondo alcuni racconti, i tedeschi avrebbero scaricato numerose CASSE DI LEGNO contenente un vero tesoro composto da: lingotti d’oro, gioielli, documenti segreti ma soprattutto la meravigliosa Camera d’ambra che, come abbiamo visto, è stata smantellata e poi misteriosamente scomparsa (15).

Nonostante sia solo una diceria, per anni sono state fatte numerose ricerche e immersioni subacquee, condotte sia da esperti sia da improvvisati; e per alcuni rimettendoci anche la vita. Così, a fronte non solo della pericolosità della ricerca ma anche per evitare danni all'ecosistema, l'ente austriaco di protezione delle foreste, il Bundesforste, ha giustamente intenzione di vietare le immersioni esplorative (16).

Questo ci fa capire che la BRAMOSIA dell’essere umano non si ferma davanti a nulla… nemmeno di fronte ad una potenziale leggenda!


Alla prossima.

Aria Shu.


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Note dell’articolo:

(2) All’epoca questo materiale valeva il doppio dell’oro.

(11) Centini, M., Tesori scomparsi: Dall'arca dell'alleanza all'oro del Terzo Reich, Editore De Vecchi, nella coll.: Misteri, Milano, 2021, p. 205.

(15) Centini, M., Tesori scomparsi: Dall'arca dell'alleanza all'oro del Terzo Reich, Editore De Vecchi, nella coll.: Misteri, Milano, 2021, pp. 203-204.



Fonti articolo:

-Centini, M., Tesori scomparsi: Dall'arca dell'alleanza all'oro del Terzo Reich, Editore De Vecchi, nella coll.: Misteri, Milano, 2021.



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