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  • Immagine del redattoreAria Shu

TRA LE COLLINE DELLA COLOMBIA, SI AFFACCIANO MOSTRUOSE "CREATURE" DALLE TESTE GIGANTI E DENTI FELINI

Aggiornamento: 6 ago 2023


Ammetto che la prima volta che ho visto queste statue sul web, mi sono detta: “Cos’è, uno SCHERZO? Oppure sono opere di un’artista contemporaneo?” E invece, indagando più a fondo, ho scoperto essere dei reperti archeologici straordinariamente autentici avvolti da qualche mistero. Quindi perché non scriverci un articolo?

Ebbene a sud della Colombia, nel dipartimento dell’Huila, a circa 300 km da Neiva, si trova il Parco Archeologico di San Agustín, il più grande di tutto il Paese, che custodisce tra le sue valli quasi seicento megaliti decorati con motivi antropomorfi e zoomorfi (1). Esso rappresenta uno dei più importanti siti archeologici del Sud America, iscritto dall’UNESCO nella lista del Patrimonio Culturale Mondiale (2).

Purtroppo fino ad oggi le origini e la storia della cultura di San Agustín non sono state ancora sufficientemente studiate ma si pensa che le prime tracce risalgano al 3000 a.C. (3), fino a raggiungere il periodo di massimo splendore prima dell’arrivo degli spagnoli (4).


Ma veniamo al sodo!

Quello che ha attirato la mia attenzione, e spero anche la vostra, sono le splendide SCULTURE monumentali che rappresentano una meravigliosa varietà di figure antropomorfe e zoomorfe. Con altezze variabili dai venti centimetri a sette metri, esse sono grigie, bidimensionali e sembrano fatte di cemento, anche se in realtà sono di pietra vulcanica e un tempo erano colorate di giallo, rosso, nero e bianco (5). In particolare vi sono alcune figure umane molto realistiche, ma anche figure MOSTRUOSE dotate di teste esageratamente grandi, lineamenti del viso molto accentuati e, spesso, dalla bocca smisurata e dischiusa vengono mostrati canini prominenti di tipo felino. L’espressione che viene riportata sui loro volti a volte può essere cupa, in alcuni casi serena oppure spaventosa, inquietante (6) ma anche burlona.

Una parte di queste statue recano in mano scettri, strumenti o teste-trofeo, sicuramente appartenenti a personaggi principali importanti.

Vi sono anche delle sculture rappresentanti due volti sovrapposti che hanno portato gli studiosi a proporre ipotesi differenti riguardo alle loro origini: mentre alcuni vedono in esse raffigurazioni dei GENI TUTELARI (una figura per esempio è collocata davanti ad un cimitero di bambini), secondo altri esse si ispirano alle danze mascherate che venivano eseguite durante le feste e le cerimonie religiose (7). Sono anche frequenti steli e cariatidi con caratteri analoghi, mentre si sono rinvenute poche figure incise nella roccia (8).

Come citato pocanzi, si segnalano alcune centinaia di sculture a forma di ANIMALI: come giaguari, serpenti, rane, grandi uccelli e numerose di queste rappresentazioni riportano un carattere simbolico. Come ad esempio: l’aquila, che potrebbe simboleggiare il potere e la luce, il serpente l’origine degli uomini, la scimmia la fertilità, la rana il sacrificio e la lucertola il culto dei morti (9).

Quindi è molto probabile che San Agustín fosse un luogo sacro e di culto. Infatti, lì venivano sepolti i morti e venerate le divinità, e lo testimoniano anche sarcofagi di pietra, tombe, dolmen, statue e raffigurazioni religiose che lasciano intuire la fede in una VITA OLTRE LA MORTE e quindi l’importanza che rivestiva il culto dei defunti presso la civiltà che abitava questi luoghi (10).

Di conseguenza è possibile che alcune figure umane potessero essere dei sacerdoti e legate sicuramente a culti funerari ancestrali, considerando che la maggior parte di loro si trova in prossimità delle grandi tombe in pietra, come se fungessero da guardiani a presunti sovrani o rappresentanti dell’alta società (11). Oppure alcune sculture rivestivano il ruolo di sciamani, giacché (12) quasi tutte le statue guardano verso est, alcune a braccia aperte, in segno di adorazione VERSO IL SOLE, la divinità forse più importante (13).

Inoltre, questo antico e misterioso popolo aveva costruito villaggi di capanne sui grandi prati che circondano i luoghi sacri chiamati Mesitas (14), ma di cui oggi purtroppo non rimane praticamente nulla. Mentre, situata sul versante settentrionale della Mesitas B, vi è uno dei reperti più singolari e affascinanti del parco archeologico: La Fuente de Lavapatas. Esso è una roccia grande di 50 m² al centro di un torrente dove sono state scavate figure di serpenti, lucertole, salamandre, volti e forme umane che incanalano l’acqua in un LABIRINTO di rigagnoli e piccole vasche. Qui, si svolgevano cerimonie religiose forse dedicate ai bagni rituali, ai parti delle donne appartenenti alle classi sociali più elevate e a sacrifici umani.(15).

In particolare, le pozzanghere principali presentano tre differenti gradi di elaborazione stilistica che corrispondevano ad una ben definita gerarchia sociale: quelle più elaborate erano riservate ai capi ed ai sacerdoti, quelle intermedie alle altre personalità importanti della popolazione e le più semplici erano destinate alla gente comune (16).

Dalla Fonte di Lavapatas la strada si inerpica in salita fino ad arrivare ad un altro luogo molto importante del parco: L’Alto del Lavapatas, il punto più alto della zona, da dove si possono osservare diverse TOMBE, che facevano parte probabilmente di un cimitero per bambini, protetto da un’alta statua (17).

Prima di concludere questo misterioso viaggio non si può non ricordare il Bosco delle Statue, ossia un sentiero nel bosco ai cui lati sono state sistemate trentacinque statue raccolte un po’ovunque, di differenti origini, misure e stile.


Un popolo veramente particolare… Ma aspettate un attimo: dove sono finiti?


Ebbene sono scomparsi e si potrebbe ipotizzare che la causa sia stata l’influenza dell’impero Inca che si estese dal Perù fino all’attuale Colombia (18).

Prima di lasciarvi, vorrei farvi il mio solito discorsetto PATERNALE!!

Questo popolo è poco conosciuto e, per quanto gli studiosi dei megaliti Agustiniani abbiano esposto la loro opinione a riguardo, l’hanno fatto sempre basandosi sulla propria cultura moderna, ovviamente. Quindi le interpretazioni fornite, come quelle riportate qui, non hanno la pretesa di essere il reale pensiero di questo enigmatico popolo di costruttori.


Alla prossima.

Aria Shu.


Copyright © 2022-2023, “www.mondidiaria.com” – Tutti i diritti riservati.



Note dell’articolo:


(2) Articolo di Piercarlo Ducoli tratto da una ricerca esposta durante il XV Valcamonica Symposium tenutosi in Iseo (BS) il 25-30 settembre 1997 e pubblicata sul ”Bollettino del Centro Camuno di Studi Preistorici” BCSP 31-32. Vedi link: https://www.artepreistorica.com/2009/12/colombia-san-augustin-patrimonio-culturale-da-rivelare-al-mondo/

(4) Articolo di Piercarlo Ducoli tratto da una ricerca esposta durante il XV Valcamonica Symposium tenutosi in Iseo (BS) il 25-30 settembre 1997 e pubblicata sul” Bollettino del Centro Camuno di Studi Preistorici” BCSP 31-32. Vedi link: https://www.artepreistorica.com/2009/12/colombia-san-augustin-patrimonio-culturale-da-rivelare-al-mondo/

(6) Articolo dell’antropologo culturale Martin Grey, vedi link: https://it.sacredsites.com/americas/Colombia/san_augustin.html

(7) Articolo di Piercarlo Ducoli tratto da una ricerca esposta durante il XV Valcamonica Symposium tenutosi in Iseo (BS) il 25-30 settembre 1997 e pubblicata sul “Bollettino del Centro Camuno di Studi Preistorici” BCSP 31-32. Vedi link: https://www.artepreistorica.com/2009/12/colombia-san-augustin-patrimonio-culturale-da-rivelare-al-mondo/

(8) Articolo di Piercarlo Ducoli tratto da una ricerca esposta durante il XV Valcamonica Symposium tenutosi in Iseo (BS) il 25-30 settembre 1997 e pubblicata sul “Bollettino del Centro Camuno di Studi Preistorici” BCSP 31-32. Vedi link: https://www.artepreistorica.com/2009/12/colombia-san-augustin-patrimonio-culturale-da-rivelare-al-mondo/

(9) Articolo di Piercarlo Ducoli tratto da una ricerca esposta durante il XV Valcamonica Symposium tenutosi in Iseo (BS) il 25-30 settembre 1997 e pubblicata sul “Bollettino del Centro Camuno di Studi Preistorici” BCSP 31-32. Vedi link: https://www.artepreistorica.com/2009/12/colombia-san-augustin-patrimonio-culturale-da-rivelare-al-mondo/

(10) Articolo di Piercarlo Ducoli tratto da una ricerca esposta durante il XV Valcamonica Symposium tenutosi in Iseo (BS) il 25-30 settembre 1997 e pubblicata sul “Bollettino del Centro Camuno di Studi Preistorici” BCSP 31-32. Vedi link: https://www.artepreistorica.com/2009/12/colombia-san-augustin-patrimonio-culturale-da-rivelare-al-mondo/

(12) Articolo dell’antropologo culturale Martin Grey, vedi link: https://it.sacredsites.com/americas/Colombia/san_augustin.html

(14) Sono luoghi classificati con le lettere A, B, C e D.

(15) Articolo di Piercarlo Ducoli tratto da una ricerca esposta durante il XV Valcamonica Symposium tenutosi in Iseo (BS) il 25-30 settembre 1997 e pubblicata sul “Bollettino del Centro Camuno di Studi Preistorici” BCSP 31-32. Vedi link: https://www.artepreistorica.com/2009/12/colombia-san-augustin-patrimonio-culturale-da-rivelare-al-mondo/

(16) Articolo di Piercarlo Ducoli tratto da una ricerca esposta durante il XV Valcamonica Symposium tenutosi in Iseo (BS) il 25-30 settembre 1997 e pubblicata sul ”Bollettino del Centro Camuno di Studi Preistorici” BCSP 31-32. Vedi link: https://www.artepreistorica.com/2009/12/colombia-san-augustin-patrimonio-culturale-da-rivelare-al-mondo/

(17) Articolo di Piercarlo Ducoli tratto da una ricerca esposta durante il XV Valcamonica Symposium tenutosi in Iseo (BS) il 25-30 settembre 1997 e pubblicata sul “Bollettino del Centro Camuno di Studi Preistorici” BCSP 31-32. Vedi link: https://www.artepreistorica.com/2009/12/colombia-san-augustin-patrimonio-culturale-da-rivelare-al-mondo/



Fonti articolo:


-Articolo di Piercarlo Ducoli tratto da una ricerca esposta durante il XV Valcamonica Symposium tenutosi in Iseo (BS) il 25-30 settembre 1997 e pubblicata sul “Bollettino del Centro Camuno di Studi Preistorici” BCSP 31-32. Vedi link: https://www.artepreistorica.com/2009/12/colombia-san-augustin-patrimonio-culturale-da-rivelare-al-mondo/



-Articolo dell’antropologo culturale Martin Grey, vedi link: https://it.sacredsites.com/americas/Colombia/san_augustin.html



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