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  • Immagine del redattoreAria Shu

CHE COSA SONO LE ESPERIENZE FUORI DAL CORPO? É POSSIBILE FARE VIAGGI ASTRALI IN MODO VOLONTARIO?

Aggiornamento: 12 ott 2021


Oggi ci addentriamo in un argomento considerato da sempre un vero e proprio MISTERO anche per la scienza (1): ossia le esperienze FUORI DAL CORPO, chiamate OBE (Out of Body Experiences). Come ho già brevemente descritto in un mio articolo precedente (2), sono episodi durante i quali si sperimenta la sensazione di FLUTTUARE all’esterno del nostro corpo fisico, in collegamento con le Near Death Experiences (3), che vengono raccontate da persone che, ad esempio, escono dal coma, da un’operazione (4) o da un incidente. Infatti, coloro che “ritornano in vita” riferiscono aneddoti di questo tipo: “Vedevo il mio corpo ripiegato su se stesso nella macchina, in mezzo a tutti quelli che si erano radunati, ma non provavo niente per il mio corpo. Era come se fosse una persona completamente diversa o forse soltanto un oggetto… sapevo che era il mio corpo, ma non provavo niente” (5) (6).


Esperienze di questo tipo non sono di certo una novità! Le possiamo ritrovare tranquillamente nella storia antica come nel cristianesimo, nel buddismo o nell’induismo. Più di recente chi condivide la filosofia New Age sostiene che riuscire a viaggiare nel REGNO SPIRITUALE non sia altro che un vero e proprio DONO umano naturale, raggiunto attraverso una meditazione profonda. Quindi il fenomeno dell’OBE è indotto da uno stato alterato di coscienza in cui si ha la capacità, in modo consapevole, di viaggiare con il proprio corpo eterico anche se fisicamente si è ancora vivi (7)!

Sembra veramente straordinario, ma quindi è possibile uscire dal proprio corpo SENZA per forza subire un incidente o un’operazione? É possibile controllare volontariamente il nostro corpo eterico e poi viaggiare dove ci pare (8)?

Ebbene possiamo fare un esperimento proposto dallo psicologo Andrew Neher nel suo libro “La psicologia della trascendenza”(9). Ovviamente non basta una volta sola ma è necessario svolgerlo più volte, come una sorta di allenamento.


1. Trovate un POSTO TRANQUILLO e cercate di assumere una posizione comoda. Mantenete il vostro corpo rilassato e calmo per un periodo sufficientemente lungo da non riuscire più a percepire e a riconoscere la posizione che occupa il vostro corpo nello spazio.


2. Immaginate di diventare sempre più leggeri e di LIBRARVI sempre più in alto nell’aria. Anche se non tutti faranno esperienza di uno stato fuori dal corpo, forse potrete sperimentare che una parte del vostro corpo sta perdendo coscienza.


3. Se farete un po’ di pratica, scoprirete che sentirsi fuori dal corpo diventa via via sempre più facile. Inoltre, gradualmente, potrete fare esperienze di rilassamento e di euforia che di solito accompagnano la sensazione di trovarsi FUORI dal proprio corpo.


Se invece siete esperti in questo esercizio e siete convinti di lasciare il vostro corpo vivo e viaggiare tra un luogo e un altro, allora vi consiglio di verificarlo attraverso un altro esperimento. Naturalmente per svolgerlo dovete chiedere a una persona esterna di fare lo SPERIMENTATORE.

1. Il compito dello sperimentatore è quello di prendere una scatola e di metterla in un posto molto visibile della sua camera da letto, come ad esempio, sulla sua scrivania. Ogni volta che si vorrà fare questo esperimento, alla sera prima di coricarsi, egli dovrà inserire nella scatola un qualunque oggetto ma sempre diverso.


2. Il soggetto, ossia colui che pensa di riuscire a staccarsi dal proprio corpo e viaggiare altrove, da casa sua dovrà uscire fuori dal corpo e poi dirigersi verso la casa dello sperimentatore.

3. Una volta arrivato a destinazione, può aprire la scatola e guardare l’oggetto in questione. Il mattino dopo, nel caso in cui il soggetto sia riuscito ad avere un’esperienza fuori dal corpo, lo sperimentatore potrà confrontare quello che ha detto il soggetto di aver visto, con il contenuto della scatola.


Raccomandazioni: bisogna ovviamente scegliere un oggetto che sia molto semplice per evitare che una descrizione confusa e approssimativa si possa adattare a più oggetti. Ad esempio non è sufficiente dire: “ho visto una cosa scintillante, liscia”…ma sarebbe meglio dire se era effettivamente una penna, un paio di occhiali o delle chiavi. Sono tutte cose scintillanti ma pur sempre differenti!

Rispetto a quest’ultimo esperimento se indovinate tutti i giorni l’oggetto dello sperimentatore, le possibilità sono due: 1. davvero avete capacità straordinarie; 2. potrebbe essere che il vostro amico/sperimentatore vi sta prendendo in giro.


Buon esperimento.

Aria Shu.


Copyright © 2020-2021, “www.mondidiaria.com” – Tutti i diritti riservati.



Note dell’articolo:

(1) Nel tentativo di avere delle risposte esaustive in merito all’esperienza pre-morte e OBE è stato avviato nel 2008 un progetto chiamato AWARE (AWAreness during REsuscitation, cioè “consapevolezza durante la rianimazione”) che ha studiato per 4 anni 2060 pazienti sparsi in tutto il mondo. Si tratta del primo e vero studio sul campo con un numero così grande di partecipanti. I risultati sono stati pubblicati ma non sono ancora definitivi. Lo studio comunque conclude che le esperienze di ricordi di ciò che avviene nei pressi della morte meritano una ulteriore indagine priva di pregiudizi (Polidoro, M. e Vannini, M., Indagine sulla vita eterna, Mondadori nella coll. Nuovi misteri, Milano, 2018, pp. 201-202).

(3) Polidoro, M. e Vannini, M., Indagine sulla vita eterna, Mondadori nella coll. Nuovi misteri, Milano, 2018, p. 199.

(4) Da un punto di vista scientifico può dipendere dal fatto che, anche in uno stato alterato di coscienza, il cervello registra ciò che accade attorno al corpo. E’ vero che la vista è difficoltosa ma l’udito è comunque attivo e registrava le conversazioni e descrizioni che avvengono tra medici mentre il paziente è sotto operazione (Polidoro, M. e Vannini, M., Indagine sulla vita eterna, Mondadori nella coll. Nuovi misteri, Milano, 2018, pp. 201-202).

(5) Polidoro, M. e Vannini, M., Indagine sulla vita eterna, Mondadori nella coll. Nuovi misteri, Milano, 2018, p.199.

(6) Oltre che a diversi disturbi psichiatrici, sembra che alla base di tale fenomeno sensoriale siano implicati dei circuiti della corteccia temporo-parietale e forse anche un più vasto circuito neuronale a livello fronto-parientale. Come dire che la sensazione di sentirsi fuori dal corpo potrebbe essere il risultato del funzionamento di una parte del corpo stesso ossia del cervello (Polidoro, M. e Vannini, M., Indagine sulla vita eterna, Mondadori nella coll. Nuovi misteri, Milano, 2018, pp. 201-202).

(8) Polidoro, M. e Vannini, M., Indagine sulla vita eterna, Mondadori nella coll. Nuovi misteri, Milano, 2018, p. 199.

(9) Neher, A., La psicologia della trascendenza, ed. MEB, Padova 1991.



Fonti articolo:

Polidoro, M. e Vannini, M., Indagine sulla vita eterna, Mondadori nella coll. Nuovi misteri, Milano, 2018.




Neher, A., La psicologia della trascendenza, ed. MEB, Padova 1991.



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