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  • Immagine del redattoreAria Shu

IN VAL CAMONICA ANTICHI GRAFFITI SEMBRANO MOSTRARE ASTRONAUTI, NAVICELLE SPAZIALI E RAGGI LUMINOSI

Aggiornamento: 21 feb 2023


Oggi il nostro viaggio si concentra sul territorio italiano ma con uno sguardo lontano verso altri mondi possibili. Ebbene il mistero inizia in Val Camonica, una valle della Lombardia Orientale, una delle più estese delle Alpi Centrali, che si estende per quasi 100 km, situata in provincia di Brescia. Essa è stata riconosciuta come uno dei siti archeologici più grandi del mondo, poiché può vantare ben oltre 180 località comprese in 24 comuni, che ospitano una grande varietà di incisioni rupestri risalenti a diversi periodi della storia.

La prima segnalazione della presenza di alcune rocce incise fu nel 1909, ma solo negli ANNI ‘20 iniziò a svilupparsi un interesse concreto nei confronti di queste meraviglie dell’arte preistorica (1). In seguito, negli ANNI ‘60, l’archeologo Emmanuel Anati si occupò di stilare la prima cronologia e comprese che le incisioni rupestri più antiche risalgono al Neolitico, all’Età del Rame, all’Età del Bronzo, all’Età del Ferro, all’Età romana, fino ad arrivare all’Età medievale. Davvero una ricchezza incredibile, a tal punto che il 29 Marzo del 1979, il sito archeologico fu incluso tra i Patrimoni dell’Umanità (UNESCO).

Nei siti preistorici della Val Camonica sono state trovate fino ad oggi più di 300 figure incise su oltre 2000 rocce comprese negli attuali Comuni.


Calco in gesso di un'incisione rupestre rappresentante un cervo della Valcamonica (1965)

Tra i parchi che ospitano magnifici graffiti (2) e la Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo (3), si possono ammirare anche alcuni disegni alquanto suggestivi e soprattutto misteriosi. Vediamoli insieme:


MISTERO N.1 Nell’area di Foppe Nadro vi è una figura incisa sulla Roccia 24, posizionata sotto alla Rosa camuna, che rappresenta un essere di forma umanoide che pare fluttui nell’aria sostenendo con le mani due strani utensili. La testa, invece, è vista di profilo ma la cosa che ci lascia più sorpresi è il suo copricapo che sembra, ai nostri occhi, un “CASCO TRASPARENTE”, dal quale fuoriescono dei piccoli tentacoli o raggi (4);

La Rosa camuna e un antropomorfo (cosiddetto "astronauta").

MISTERO N.2 ossia il “Mistero dei Misteri”, quello che piace tanto a coloro che sostengono la teoria degli antichi astronauti. Ebbene questa enigmatica figura, disegnata sulla Roccia 1 ubicata nell’area Zurla-Nadro, rappresenta una coppia di antropomorfi in posa molto simile a quella vista per il mistero n. 1, con gli stessi strumenti tra le mani, gli stessi abiti e i famosi “caschi” di cui ho parlato pocanzi. Mi chiedo: ma è “normale” vederci dei possibili astronauti? Perché non riesco a vederli come semplici uomini preistorici??? E in effetti essi sono appunto conosciuti come gli “ASTRONAUTI CAMUNI”, e spesso mi sono chiesta: sono rappresentazioni di esseri che provenivano da altri mondi? Secondo i Teorici degli antichi astronauti i graffiti della Val Camonica sarebbero una PROVA di antichi contatti avvenuti tra gli uomini di questa terra e civiltà extraterrestri. Vedremo a breve!


Roccia 1, area Zurla-Nadro, “astronauti camuni".

MISTERO N.3 Come ogni viaggiatore dello spazio che si rispetti, secondo la teoria vista pocanzi, sembra che avessero un loro mezzo per spostarsi. Ebbene in questi graffiti pare, per alcune persone, che vi siano anche delle NAVICELLE!! Sì, avete capito bene: navicelle! Gli antichi artisti le avrebbero disegnate di forma slanciata, appuntita verso l’alto e dotate di razzo (5);

Queste incisioni si trovano nel Parco Nazionale di Naquane, a Capo di Ponte.

MISTERO N.4 a Paspardo vi è la cosiddetta “ROCCIA DEL SOLE” sulla quale sono disegnati spirali, cerchi concentrici e raffigurazioni di raggi solari. Sempre per i Teorici degli antichi astronauti essi sarebbero UFO (oggetto volante non identificato (6)), oppure dischi volanti dotati di “rampe e gradini” e talvolta persino “scalinate circolari”.

Paspardo, la cosiddetta “Roccia del Sole”.

Oltre a questi misteri, sicuramente ce ne saranno altri, ma intanto atteniamoci a quelli citati finora e iniziamo a tirare le somme della situazione.


Come ho già detto più volte quando mi trovo di fronte ad un mistero mi piace considerare vari punti di vista poiché questo approccio offre più chiarezza rispetto a ciò che ci risulta tanto enigmatico. A tal proposito, come ho già spiegato nel mio articolo riguardo all’ufo nell’arte (7), spesso molti di noi compiono l’errore di guardare un’opera d’arte, ad esempio risalente al medioevo o alla preistoria, con gli “occhi di oggi”, sostenendo, spesso con convinzione, un’interpretazione sulla base della nostra cultura, con cui siamo cresciuti. Ma siamo veramente sicuri che il nostro modo di “guardare” sia VALIDO anche per coloro che avevano prodotto quei disegni?? Conosciamo tutti i tipi di costumi e di tradizioni che esistevano nella preistoria? Sinceramente ho molti dubbi… Quindi iniziamo a fornire altri punti di vista che ci permettano di fare più chiarezza su questi misteri.

Durante la stesura di questo articolo, tra un blog e un altro, mi è capitato di leggere un’ipotesi molto interessante riguardo agli “astronauti camuni”. Il neurologo Antonio Colombo, mentre conduceva delle indagini su una rara malattia neurologica della Nuova Guinea, ha notato una somiglianza straordinaria tra alcuni membri della popolazione dell'Isola di Kiwai, nell'est del Paese, che sono ancora in uno stato tribale primitivo assimilabile a quello dei Camuni nell'Età del Ferro, e gli “astronauti” disegnati sulle rocce.

Tribù della Nuova Guinea.

In particolare, il dottore sottolinea che alcuni soggetti di sesso maschile indossano dei caschi costituiti da tralicci legnosi, abbelliti da una corona di piume. “I nostri antichi Camuni dunque non erano astronauti, ma guerrieri che portavano sul capo degli ornamenti, che servivano con ogni probabilità a rimarcare il loro ruolo sociale elevato: nulla di fantascientifico, ma solo ritualità tribali primitive(8).


Quindi i caschi futuristi visti nel primo mistero e nel secondo potrebbero essere riconosciuti come elmi crestati, e li possiamo trovare anche a “casa nostra” proposti con diversi modelli dell’epoca. Ad esempio in Emilia-Romagna e Toscana, dove ne sono stati individuate varie tipologie su rocce sempre con la cresta e risalenti alla cultura villanoviana, attestata fino al VI secolo a.C.; mentre a partire dal VII a.C. si diffuse l’elmo a calotta semicircolare, con borchie, munito di fori che permettevano l’innesto di creste organiche o con dei pennacchi metallici già inclusi (9).

Quindi più che “astronauti camuni” li chiamerei “GUERRIERI camuni” e non mi stupirei se venissero raffigurati nelle loro battaglie o duelli. Quante altre culture hanno prodotto scene di conflitti? Direi innumerevoli…

Discorso pressoché simile anche per gli strani oggetti che hanno in mano i guerrieri che, per alcuni di noi, possono sembrare scettri o telecomandi tecnologici, ma è più plausibile che si tratti di SCUDI dalle dimensioni ridotte, di forma rotonda e visti di profilo! Questo tipo di arma di difesa si diffuse tra la fine dell’VIII e l’inizio del VII secolo a.C. in sostituzione di quello ovale e di dimensioni più grandi. Li possiamo osservare, ad esempio, anche nelle statuette bronzee villanoviane (10).


E le navicelle spaziali di cui abbiamo parlato nel Mistero n.3? Che cosa sono? Ebbene, secondo gli archeologi si tratta di abitazioni a capanna perché se ne possono trovare ovunque nei parchi archeologici camuni e sono facili da riconoscere grazie alla presenza di elementi topografici, come fiumi, coltivazioni ecc. Un esempio molto chiaro è riportato nella cosiddetta “MAPPA di BEDOLINA”, sulla Roccia 1 di Bedolina del Parco di Seradina-Bedolina. Si trovano unità abitative, campi coltivati, recinzioni con bestiame all’interno e luoghi di culto. Tutto disposto con logica che fa pensare alla rappresentazione di un paesaggio rurale… come quando vediamo esposta la pianta di una città da visitare.

Composizione geometrica chiamata "mappa di Bedolina". R.1, Parco di Seradina e Bedolina, Capo di Ponte.

Per quanto riguarda il “DISCO VOLANTE” dotato di fasci luminosi e/o rampe di scale, rappresentato sulla “Roccia del Sole”, c’è da considerare che potrebbe essere più un disco solare che un oggetto alieno. Infatti, se ci pensiamo, sono numerosissime nel corso della storia le opere antiche che rappresentano il sole quando tramonta, oppure mentre sorge e viene così “immortalato” con i suoi raggi (11).


Come afferma l’archeologo Emmanuel Anati, quando guardiamo una pittura rupestre non possiamo coglierne solo la singola incisione escludendo così il suo contesto culturale, ma dobbiamo considerarle nel loro insieme, confrontando epoche, stili e tecniche di produzione (12).

D’altronde noi le guardiamo con la nostra cultura… perché non proviamo a guardarle anche dal loro punto di vista?


Alla prossima.

Aria Shu.



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Note dell’articolo:

(2) I parchi che ospitano magnifiche incisioni sono otto: Capo di Ponte, Ceto, Cimbergo, Paspardo, Sonico, Sellero, Darfo Boario Terme ed Ossimo. Altre figure sono invece dislocate in tutta la zona limitrofa (https://www.ultimavoce.it/val-camonica-antichi-astronauti/)

(3) In particolare: nel comune di Ceto vi è l’Area di Foppe di Nadro; a Cimberg si trova l’Area di Campanine mentre a Paspardo, vista la sua considerevole estensione, è suddivisa a sua volta nelle aree di Plas-Capitello, In Vall e Sottolaiolo (https://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_naturale_Incisioni_rupestri_di_Ceto,_Cimbergo_e_Paspardo )

(6) Che se mi permettete questo non significa che sia per forza “alieno”, solo che non è stato identificato.



Fonti articolo:







Fonti immagini: le immagini che trovi nel mio blog sono state prelevate da internet in molteplici copie e in siti senza copyright. Nel caso in cui, inavvertitamente, avessi pubblicato immagini coperte da copyright, mi scuso in anticipo e ti chiedo di comunicarmelo immediatamente. Grazie!



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