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  • Immagine del redattoreAria Shu

STRANE STRUTTURE IN PIETRA SONO ADAGIATE NEL MARE DEI CARAIBI. SONO LE “PIRAMIDI” SOMMERSE DI CUBA.

Aggiornamento: 20 ott 2023



Dall’immagine che vediamo può apparentemente ricordare l’antico Egitto ma in realtà il viaggio di oggi sarà da tutt’altra parte, ovvero vicino alla costa occidentale di Cuba, dove si trova la penisola Guanahacabibes.

Nel 2001 l’ingegnere marino Pauline Zalitzki e suo marito Paul Weinzweig, proprietari di una società canadese chiamata Advanced Digital Communications (ADC), stavano lavorando tra le acque del Mar dei Caraibi per conto del governo cubano. Lo scopo era quello di trovare RELITTI di navi o altri tesori sommersi dell’era coloniale spagnola (1) attraverso l’uso del sonar, ossia un dispositivo utilizzato durante la navigazione per individuare corpi sotto la superficie dell’acqua (2). Essi iniziarono a scansionare un’area sul fondo marino quando, ad un certo punto, lo strumento individuò una serie di impressionanti strutture in pietra che si trovavano a circa 600 metri di profondità.

Esse sembrano mostrare pietre simmetricamente organizzate che ricordano uno sviluppo urbano (3) ed in particolare una serie di costruzioni geometriche, alcune delle quali sono circolari mentre altre somiglianti a “PIRAMIDI” e “sfingi” (4).

Un confronto tra le presunte piramidi di cuba e quelle reali di Giza.

Nel luglio 2001 il geologo Manuel Iturralde, ricercatore senior del Museo di Storia Naturale di Cuba, è andato sul posto per esaminare e filmare le strutture. Dalle immagini si rilevano grandi blocchi di pietra simili al granito, che misurano circa 2,5 metri per 3 metri. Alcuni blocchi sono apparsi sovrapposti l’uno sopra l’altro, altri invece sono isolati dal resto. La dottoressa Zalitzki ha detto che le immagini sembravano riflettere le rovine di una città sommersa, ma ovviamente non voleva trarre conclusioni troppo affrettate senza avere nessuna prova alla mano (5). Nello specifico ha sostenuto che forse: “Quello che abbiamo trovato è più probabile che siano i resti di una cultura locale“, mentre il geologo Iturralde ha sottolineato che ci sono leggende locali dei Maya e dei nativi dello Yucatán che raccontano di un’isola abitata dai loro antenati scomparsa sotto le onde. Tuttavia, Iturralde non esclude che le formazioni rocciose siano il semplicemente il risultato della natura (6).


Una scoperta che inizialmente fece il giro del mondo e di cui i MEDIA davano la notizia con titoli come: “Atlantide scoperta a Cuba” e “Lost City of the Caribbean Found”. Una vera tempesta mediatica che non temporeggiò ad arrivare anche in Italia, dove ne parlarono il sito ufologico USAC e il Corriere (7).


Quindi cosa mai potrebbe essere questa struttura?

Non potevano mancare ovviamente coloro che paragonavano queste presunte piramidi a quelle egizie, mentre altre persone avevano proposto dei parallelismi con la leggendaria città perduta di ATLANTIDE (8). Essa fu nominata per la prima e unica volta dal filosofo greco Platone (427-347 a.C.) nei suoi due dialoghi Timeo e Crizia, descritta come una grande nazione marinara, favolosamente ricca di risorse naturali.

La sua rovina ebbe origine dall’interno a causa della corruzione dei suoi abitanti, dapprima nobili e giusti e poi aggressori avidi di potere. Alla fine vennero sconfitti dagli Ateniesi e l’isola fu distrutta da una catastrofe naturale (9).


A fronte però di quest’ultima teoria, molti studiosi ritengono che questo luogo sia solo un mito e non un luogo reale, inventato dal filosofo greco Platone per sostenere le sue teorie. Infatti, nel testo TIMEO, si narra che Socrate presenta le caratteristiche del suo stato ideale e poi chiede agli allievi di immaginare una situazione pratica nella quale si possa agire, per analizzarne il comportamento (10).

Altro aspetto da considerare è che Atlantide dovrebbe essere sprofondata nelle acque (11) ma neanche in questo caso ci sono prove che attestino una potenziale catastrofe, anche perché le presunte piramidi e altre strutture adiacenti sono perfettamente intatte. In effetti, se guardiamo le immagini del fondale, danno l’idea di qualcosa di statico, che non si è spostato nel tempo.


Un’altra ipotesi proposta è che queste piramidi potrebbero essere la prova inconfutabile di una CIVILTÀ SOMMERSA, ma per capirlo dobbiamo fare un salto indietro nel tempo e precisamente nel PLEISTOCENE, quando avvennero le ultime grandi glaciazioni. Come si può facilmente dedurre, una grande quantità d’acqua era imprigionata nei ghiacciai e quindi il livello del mare era sensibilmente più basso di circa 100 metri rispetto ad oggi.


Di conseguenza una DOMANDA sorge spontanea: quindi la nostra possibile città sommersa poteva mai essere su una parte di terra emersa? Direi molto difficile, poiché il presunto sito si trova a 600 metri di profondità. E i restanti 500 metri dove li mettiamo?

Inoltre dobbiamo anche pensare allo strumento utilizzato: il SONAR. Esso non individua nemmeno linee dritte o angoli retti ma fornisce un’immagine poco dettagliata, per definirla e renderla tridimensionale è necessario elaborarla con programmi appositi.


Quindi perché qualche studioso ha detto che potrebbero essere delle sfingi e dei geroglifici quando le immagini sono poco chiare? (12)


A questo punto per rispondere tirerei in ballo la PAREIDOLIA. In altre parole: avete presente quando guardate le nuvole in cielo e vedete un cane o una pecora o altro? Ecco, la pareidolia è quando noi diamo una forma significativa a un qualcosa che ha tratti casuali. In questo caso forse qualcuno si aspettava di trovare qualcosa e ha visto quello che desiderava vedere.

Esempi di pareidolia.

Quindi, dopo una serie di ipotesi che mi convincono poco, potrei tranquillamente pensare che il nostro presunto sito sia tutta opera di Madre Natura (13), che sicuramente crea le sue sculture senza preoccuparsi che siano simili alle piramidi egizie o altro… a quello ci pensiamo noi!!


Alla prossima

Aria Shu




Copyright © 2022-2023, “www.mondidiaria.com” – Tutti i diritti riservati.



Note dell’articolo:

(9) Harpur, J., Westwood, J., Atlante dei Luoghi Leggendari, Istituto geografico De Agostini, Novara, 1990, p. 18.

(13) Altri esempi li possiamo trovare in Giappone a 5 metri sotto la superficie del mare, nei pressi della piccola isola di Yonaguni Jima (vedi mio articolo: https://www.mondidiaria.com/post/la-piramide-sommersa-in-giappone-è-opera-della-natura-o-sono-resti-di-una-antica-civilta ) oppure nei pressi delle Bahamas si trova la “STRADA” di Bimini, che è una formazione rocciosa sottomarina che sembra appunto una strada



Fonti articolo:

-Harpur, J., Westwood, J., Atlante dei Luoghi Leggendari, Istituto geografico De Agostini, Novara, 1990, p. 18.

-Altri esempi li possiamo trovare in Giappone a 5 metri sotto la superficie del mare, nei pressi della piccola isola di Yonaguni Jima (vedi mio articolo: https://www.mondidiaria.com/post/la-piramide-sommersa-in-giappone-è-opera-della-natura-o-sono-resti-di-una-antica-civilta ) oppure nei pressi delle Bahamas si trova la “STRADA” di Bimini, che è una formazione rocciosa sottomarina che sembra appunto una strada



Fonti immagini: le immagini che trovi nel mio blog sono state prelevate da internet in molteplici copie e in siti senza copyright. Nel caso in cui, inavvertitamente, avessi pubblicato immagini coperte da copyright, mi scuso in anticipo e ti chiedo di comunicarmelo immediatamente. Grazie!







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